
Aileen
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Category : Stories
Sub Category : Fantasy
Aileen sedeva al vecchio scrittoio davanti alla finestra nella soffitta della nonna. Aveva 39 anni e una vita sentimentale a dir poco disastrosa. I pensieri le si affollavano nella mente. Idee su idee e spesso passavano le ore e il crepuscolo la sorprendeva durante quei lunghi viaggi in cui la sua mente lasciava il suo corpo e viaggiava lontano. Al di là della finestra, in quel mondo che si era costruita su misura. Era una abitudine che aveva fin da piccola. I genitori per lungo tempo cercarono di allontanarla dalla soffitta e dallo scrittoio. Ma quello era l'unico posto dove si sentisse davvero a casa. 39 anni e un matrimonio finito. Spesso ripensava a quel giorno. Al vestito. Alla festa. Agli amici. Eppure si era sentita sola pure il giorno delle sue nozze. Come se qualcuno le docesse che stava affrettando le cose e che quello non era il momento, il luogo e la persona giusta. Un brivido le corse lungo la schiena. Quella voce così familiare rieccheggiava nella stanza. "Sei tornata" disse Will "Non me ne sono mai andata" rispose lei Aveva conosciuto Will tempo addietro tramite internet e da quel momento le loro vite si erano legate indissolubilmente. Will era l'unico che nn l'avesse mai lasciata. Nel senso più profondo del termine. Il loro rapporto viaggiava oltre tempo e spazio. Aileen sapeva che lo avrebbe trovato lì ad aspettarla. La casa della nonna era da tempo disabitata. Era una sorta di scatola del tempo dove si riuniva qualunque cosa lei desiderasse. Ricordava viaggi magnifici in mondi fantastici. Stava pensando anche seriamente di mollare tutto per Trasferirsi lì in quella vecchia casa di campagna che nessuno aveva mai reclamato. Aileen viveva in città. Il traffico, la gente e il via vai continuo la disturbavano terribilmente. Nn si spegnevano mai le luci fuori dalla sua finestra dalla quale entravano a intermittenza i neon fluorescenti del lucky star. Qualche volta era andata a bere un aperitivo per accontentare qualcuno che con molta insistenza la invitava a uscire. Vicino a casa. Ottimo. A una certa ora poteva inventarsi un mal di testa e sgattaiolare via senza nemmeno richiedere un passaggio in macchina. Chiuso il portone lasciava il resto del mondo fuori. Tutto tranne quei maledetti neon che le ricordavano notte dopo notte l'incubo in cui era costretta a sopravvivere. Le sue uscite con gli uomini lasciavano tutti molto delusi. Non trovava interesse alcuno per loro. Li trovava estremamente noiosi. Chiudere la porta era una liberazione. Prassi era non farsi poi più sentire. Si sarebbero stancati delle non risposte. "Sei tornata" chiese Will. "Allora come è andata?" "Il solito Will. Il solito. Andiamocene Will." "Arriverà il momento, vedrai" Le giornate passavano lente. Aileen si barcamenava in un lavoro che non amava ma le permetteva di sopravvivere. Le spese, le tasse e le bollette da pagare. Pensava spesso alla sua finestra. A quel posto solo suo lontano dal mondo. Spesso quando andava a letto chiudendo gli occhi di ritrovava x incanto seduta allo scrittoio. E fuori dalla finestra c'era il mondo che si era immaginata fin da piccola. Ma poi implacabile la sveglia suonava e la riportava alla realtà. Da quando William era morto lei si era chiusa ancora di più nel suo mondo. Parlava con lui, ma con molta difficoltà nell'appartamento sopra il Lucky Star. Lo sentiva lontano e per molto tempo non riceveva risposte. Passavano giorni senza che lui si facesse vivo. Nemmeno a Will piaceva quel posto. La confusione, le luci della città... da quel punto di vista erano sempre stati molto dimili. Da piccoli spesso giocavano a inventarsi dei mondi immaginari che erano soliti disegnare e esplorare con la fantasia. Poi lui si era ammalato e un giorno la aveva lasciata. Aileen ricordava quella telefonata come fosse avvenuta pochi istanti prima. Ricordava la voce della madre interrotta dai singhiozzi. Ricordava distintamente le parole ma soprattutto non si dimenticò mai di quello che successe dopo. Appena agganciato il telefono, ancora incredula, si sdraiò sul letto. Aspettò il dolore. Ma arrivò tutt'altro. Arrivò Lui. Lo percepì immediatamente. Percepì il profumo della sua pelle che la avvolse e lei lo lasciò fare. Sentì le sue mani accarezzarle i capelli e quella sensazione di brivido lungo la schiena che provava ogni volta che lui le si avvicinava. "William" sussurrò lei. "Sono qui" rispose lui. Aileen e William si erano conosciuti da piccoli nelle campagne intorno alla casa della nonna. Aileen era andata con la nonna al mercato. Era vestita elegante e aveva atteggiamenti da signorina.le piaceva stonare in mezzo a tutta quella gente così alla mano, come la nonna. Abiti rattoppati di stoffa, per lo più nera poichè la maggior parte delle donne aveva accompagnato il buon vecchio marito a miglior vita, erano la mise abituale per queste persone cresciute nel dopoguerra e abituate a non buttare nulla. Ricordava che una volta la mamma aveva comprato alla nonna un paio di scarpe da donna di una certa età comode e soprattutto belle. La Nonna aprì la scatola, le osservò per un attimo e la richiuse ringraziando. Aileen ritrovò quelle scarpe ancora intonse in un armadio nella vecchia casa dopo la sua morte. Nel sul bell'abito di lino azzurro con pizzi e nastri si sentiva una principessa. Si guardava intorno con aria altezzosa finchè ad un certo punto qno la afferrò per un braccio e la trascinò via. "Nonna!!!" Urlò. "Zitta, smettila e aiutami o passo un guaio" disse il ragazzo. Will era un ragazzino poco piu alto di lei, trasandato qnt gli abiti che indossava.
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